Il territorio

Il territorio attraversato è situato in una zona pianeggiante sulla sinistra idrografica del Brembo e, dopo la sua confluenza nell’Adda, sulla sinistra idrografica dell’Adda stesso; la destinazione d’uso dei terreni interessati dal tracciato è prevalentemente agricola, residualmente è coperta da bosco, da cave e da aree suburbane di servizio, circondata da zone ad intensa urbanizzazione residenziale. Le aree di sviluppo sia per servizi, sia per zone produttive sono dislocate nella parte nord, nei comuni di Arcene, Verdellino, Ciserano, e nella zona a sud ovest di Treviglio.

I terreni hanno origine alluvionale e fluvioglaciale conseguente al deposito, in era quaternaria, dei sedimenti trasportati dall’Adda e dal Brembo; il dominio è quello dell’alta pianura asciutta con substrato costituito in prevalenza da ghiaie permeabili. L’idrografia locale è completata da rogge, canali e alvei fluviali relitti. Non sono presenti fontanili, dato che l’area si trova, anche se di poco, più a nord della linea delle risorgive. Le pendenze (quasi del 5 per mille) sono leggermente più pronunciate rispetto a quelle della bassa pianura: in uno spazio di meno di 20 km si passa dalla quota di 211 m s.l.m di Stezzano a quella di circa 115 m della periferia meridionale di Treviglio.
L’assetto del paesaggio agrario, in generale, discende dalle bonifiche operate in epoca storica con la scomparsa delle aree boscate primigenie a favore delle coltivazioni irrigue e seccagne. Elementi di sopravvivenza del paesaggio naturale sussistono solo in coincidenza dei solchi fluviali dei maggiori fiumi. Ambiti del paesaggio agrario particolarmente connotati sono le risorgive, i prati marcitori, i boschi planiziari residuali nella pianura irrigua della Gera,‘ e i navigli e i canali irrigui.

Molte sono le persistenze storiche, come impianti e strutture dei borghi di origine medievale, castelli, residenze nobiliari, nuclei agglomerati di ‘corti’; chiese parrocchiali del XVIII e XIX di particolare dominanza percettiva; santuari, eremi, abbazie, conventi, oratori campestri, luoghi votivi o rituali, commemorativi di eventi storici (‘morti’), siti di battaglie, siti archeologici, archeologia industriale e villaggi operai (si vedano le schede dei singoli Comuni).

Si segnala a tal proposito un recente studio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia che, analizzando il territorio che graviterà, da un punto di vista viabilistico, sulla nuova autostrada tra Brescia e Milano (la “Brebemi”) e sul collegamento tra Bergamo e Treviglio, ha portato alla registrazione puntuale di tutti gli elementi “osservabili” in ognuno dei quasi 130 Comuni analizzati, dai dati demografici alle presenze storico artistiche, dalle produzioni tipiche ai parchi naturali, dagli eventi folkloristici alle manifestazioni religiose, dall’afflusso turistico negli agriturismo ai pernottamenti in hotels. La lettura critica dei dati ha dipinto una cospicua serie di “quadri tematici” del territorio, in cui compaiono evidenti le vocazioni dei singoli comuni o delle aree omogenee, gli elementi di loro attrattività, il livello di fruizione e quindi il grado di potenzialità di sviluppo turistico nell’ottica di valorizzare culture, in senso lato, oggi poco evidenti.

La regione turistica autostradale della BREBEMI (versione pdf – 75MB)